La
verbena è una pianta erbacea, a seconda della specie, perenne o
annuale. E' facile da coltivare ed adattabile, resistente, fa sempre
una bella figura. Pretende solo di venire esposta in pieno sole; se
la si segue un po', ossia la si concima e la si pota ogni tanto,
tiene una buona fioritura da maggio a ottobre. In genere preferisce i
climi miti e, se coltivata in esterno, non tollera temperature sotto
i 10 gradi.
I fiori
della verbena officinalis (questo è il nome botanico della
specie più comune alle nostre latitudini) sono piccoli e di quasi
tutte le tonalità di colore. Sono oltre 200 le specie, tantissimi
gli ibridi che si riconoscono perché i fiori hanno i petali a colori
striati. Le verbene nane, che tengono un portamento strisciante e,
in vaso tendono a “cadere”, possono essere un bell'ornamento per
i terrazzi.
La
verbena è considerata da sempre una pianta magica: i romani, che
forse ne avevano conosciuto i poteri dai druidi, ritenevano che
favorisse gli innamoramenti e per questo la avevano consacrata a
Venere, della quale adornava il capo assieme al mirto. Anche se,
probabilmente, i romani chiamavano “Verbena” ogni ramo di arbor
felix, ossia pianta propizia a purificazioni, cerimonie
religiose, sacrifici.
Ancora
oggi, una leggenda consiglia, se si vuole far innamorare una persona,
di stringergli la mano dopo aver sfregato il palmo con foglie di
verbena.
Sempre
i romani usavano le verbene per purificare gli ambasciatori in
partenza per le missioni diplomatiche. Secondo alcuni, le verbene
nascevano nel bosco consacrato alla dea Strena, una divinità italica
che aveva dimora in un boschetto vicino a Roma. Fu Tito Tazio il
primo a donare un rametto di Verbena, colto proprio nel bosco della
dea , come auspicio di buona fortuna per il nuovo anno, da qui deriva
il nome di Strenna per
indicare il dono di Natale. Dal medioevo in avanti, la verbena è
sempre stata considerata una pianta magica, usata dalle streghe per i
loro incantesimi. È una delle cosiddette erbe
di San Giovanni,
ossia dotate di poteri magici, assieme alla salvia e all'Iperico.
Le
proprietà medicinali della verbena sono assai note: contiene
la verbenalina che
può determinare contrazioni fino alla paralisi. È utilizzata anche
contro la febbre e per le affezioni del fegato oltreché, ai giorni
nostri è indicata per la cura degli esaurimenti.
Da
dove deriva il suo nome? Secondo alcuni filologi c'è la radice
di herbena che
significa verde, secondo altri dal sanscrito che significa
prosperare, crescere, anche se, secondo Savonarola, la verbena
pretendeva la castità non permetteva il coito per 7 giorni.
E
poi...
A.
Cattabiani. Florario , Mondadori 1996
Enciclopedia
tematica. Fiori e Giardini.






