martedì 11 giugno 2013

il Tema Natale di Gabriele d'Annunzio

carta del cielo di Gabriele d'Annunzio.
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Per festeggiare il 150° anniversario della nascita di Gabriele d'Annunzio ho analizzato il suo tema natale, integrando le mie nozioni di astrologia con studi di astrologi professionisti.
Non intendo l'astrologia come determinismo, ma la considero sotto l'aspetto simbolico: per me è poesia del tempo, quindi, nel leggere un tema cerco innanzitutto di intuirne le corrispondenze e l'armonia.
Lo stesso d'Annunzio fu affascinato dalle scienze occulte: nella biblioteca del Vittoriale conservava parecchi libri sull'esoterismo, che annotava personalmente; si interessò inoltre alla numerologia, all'astrologia e (secondo la moda del tempo) prese parte a sedute spiritiche. Per tutta la vita frequentò, un po' per curiosità, un po' per gioco cartomanti e sensitivi; famosa fu la sua relazione quasi quarantennale con la marchesa Luisa Casati Stampa, da lui ribattezzata Corè (come la regina degli inferi), donna eccentrica nota per i suoi interessi esoterici. Egli stesso amava redigere oroscopi firmandosi Gabriele d'Annunzio astrologo del Carnaro.
Gabriele d'Annunzio è nato a Pescara il 12 marzo 1863 alle ore 8 a.m., quando il Sole si trovava a 21 gradi nei Pesci e l' Ascendente a 3 nel Toro; una vita che ha visto la luce nel mese fecondo che da Marte si noma e fu senza dubbio informata dall'impronta vitalistica del dio della guerra, il cui pianeta corrispondente si trova proprio in prima casa. Il Sole è ospite in una amplissima dodicesima casa, settore dello zodiaco legato all'ultimo segno e che, nel nostro caso, accoglie anche Nettuno pianeta signore dei Pesci.
Il dodicesimo segno zodiacale racchiude in sé tutte le esperienze della ruota astrologica; come il serpente che si morde la coda, l' Uroboro (simbolo caro a d'Annunzio che lo volle sul vessillo di Fiume) raffigurazione del tempo ciclico, della fine che coincide con l'inizio, il segno dei Pesci sta alla frontiera tra il reale e il non manifestato. I nati tra febbraio e marzo spesso presentano una forte attitudine alla poesia, una spinta al misticismo e talvolta sono dotati di chiaroveggenza e poteri medianici.
D'Annunzio non fu un semplice letterato, ma un Vate, che ebbe un rapporto privilegiato con le muse. Si può tranquillamente affermare la sua opera ebbe quell'ispirazione sacra di chi sa vedere oltre il mondo reale; dopo la perdita in un incidente aereo dell'occhio destro, acuì la percezione di quello spirituale e divenne l'Orbo Veggente.
La sua ben nota capacità seduttiva lo portò, benché di aspetto mediocre, ad esercitare un fascino non indifferente, creando mode e influenzando il pensiero. Lui stesso poi vantava poteri sciamanici e di guaritore tanto che la scrittrice Sibilla Aleramo, che lo conobbe personalmente, lo definì il mago bianco.
Il pianeta governatore del cielo dannunziano è senza dubbio Plutone, che praticamente isolato, domina la prima casa nel segno del Toro formando un aspetto forte con il solo Nodo Lunare nord. Il sesso è quindi fondamentale per comprendere la vita e l'opera di d'Annunzio: il segno del Toro, il primo della triade di terra, è forse quello più legato al mondo fisico, ma un Plutone in prima casa rifiuta una sessualità fine a se stessa, facendone piuttosto uno strumento di conoscenza.
D'Annunzio sempre vide nel piacere sessuale una forma di compartecipazione al divino, secondo le filosofie orientali che pure aveva studiato. Nel Libro Segreto scrisse : Il piacere fa infinita la mia carne. Trovo negli eccessi del piacere la mia più vasta spiritualità. La sessualità espressa da Plutone è quindi diversa da quella incarnata da Marte, fisica e materiale. Ma nel nostro caso Marte è nel segno cerebrale dei Gemelli a conferma che per d'Annunzio il sesso e la seduzione furono soprattutto un gioco mentale che non poteva prescindere dall'uso della parola. A Plutone, signore di tutto ciò che è nascosto, magmatico, in fermento quindi anche della ricchezza, del fascino del potere politico e della conoscenza occulta, è tradizionalmente associata l'ottava casa, che, importante nel tema del Vate, cade nel Sagittario, il segno di Chirone, il centauro medico maestro dell'eroe Achille, che, rifiutava i modi tracotanti dei suoi simili preferendo dedicarsi alle arti e allo studio. Ma il centauro è pur sempre una creatura ibrida, metà uomo e metà cavallo, la cui intelligenza e capacità di analisi affonda le radici nella carnalità. 
L'ottava casa ospita la Luna in trigono con Venere in Ariete. I pianeti femminili in segni di fuoco mostrano l'importanza della componente muliebre ebbe sulla creatività di d'Annunzio; la madre in primis e le molte amanti, soprattutto Eleonora Duse, l'attrice con cui strinse un sodalizio artistico. L'aspetto di quadratura della Luna con il Sole, ma soprattutto l'opposizione di Marte, indica però che i rapporti con le donne non furono facili: le sue amanti, dopo di lui ebbero un destino malinconico. La relazione con la Duse fu burrascosa, quasi che Gabriele non riuscisse ad accettare di doverle una buona parte del suo successo. L'inquieto ricordo di Eleonora lo accompagnò fino alla fine: nell'Officina del Vittoriale, la stanza dove d'Annunzio si ritirava a scrivere, campeggia ancora oggi un busto della Divina che il poeta usava coprire con un drappo, non potendone sostenere lo sguardo.
La mutevole Luna in ottava casa, tradizionalmente legata alla ricchezza, domiciliata nel generoso segno del Sagittario, fa luce sulla disinvoltura di Gabriele con il denaro e i beni materiali ma ben si accorda con la sua grande magnanimità che lo portò ad affermare : "io ho quel che ho donato". L'opposizione netta di Urano dalla seconda casa (la capacità di amministrare il denaro) in Gemelli, segna i frequenti tracolli economici di d'Annunzio che dovette persino lasciare l'Italia inseguito dai creditori. I suoi disastri finanziari non furono però mai definitivi: riuscì sempre a salvarsi in extremis, protetto dall'ampio trigono di Urano, sempre in seconda casa, con Mercurio e Saturno.
Nell'ottava casa troneggia, quasi congiunto alla Luna, il Nodo Lunare nord. In astrologia i Nodi Lunari rappresentano il destino di un individuo: quello sud incarna, il bagaglio proveniente dall'infanzia, dalla famiglia e, secondo alcuni astrologi, dalle esperienze delle vite passate, che inevitabilmente lo condiziona sotto forma di veri grovigli da sciogliere per realizzare il proprio destino, indicato dal nodo Lunare Nord.
Un nodo Nord in Sagittario tratteggia un destino da leader spirituale, da comunicatore di idee innovative; prefigura una vita al di sopra delle masse e delle convenzioni borghesi, un vivere inimitabile. Ma per realizzare appieno questo fato, la persona deve dominare ciò che è materiale, per non cadere preda dei suoi stessi sensi esaltati. Non sempre il Vate ci riuscì: la sua assuefazione al lusso e allo sperpero divennero proverbiali e, nell'ultima parte della vita,  ossessioni e  melanconia  lo portarono a diventare dipendente dalle droghe.
L'ottava casa rappresenta anche il potere politico, quello viscerale, profondo che sa muovere le folle simboleggiate dalla mutevole Luna. L'attività politica di d'Annunzio fu improntata al bel gesto rapido, fulmineo,alla sfida al potere istituzionalizzato e logoro. Ardisco non ordisco fu uno dei suoi motti e in quest'ottica si può leggere anche l'Impresa di Fiume.
I circa due anni della Reggenza Italiana del Carnaro furono improntati all'internazionalismo, alla libertà e alla garanzia dei diritti (Luna e Nodo Nord nel Sagittario). Eros e Thanatos (ottava casa) caratterizzarono la vita quotidiana, con spettacoli sfrenati e promiscuità sessuale, quasi che sotto la festa covasse come un presentimento di morte, fosse ben viva la consapevolezza che tutto sarebbe terminato a breve. La netta opposizione di Urano in seconda casa (legata al denaro, alla sua gestione legalizzata), portò celermente alla fine dell'impresa ad opera dei poteri forti politici ma soprattutto finanziari.
La poetica di d'Annunzio, fastosa e carnale, non fu mai frutto di improvvisazione: Saturno esaltato in sesta casa (il lavoro quotidiano) nella raffinata Bilancia, frena con la sua opposizione gli slanci del focoso Nettuno dall'Ariete, quindi la prosa e la poesia, benché sfarzose, opulente, difficilmente scadono nel "troppo" o nel cattivo gusto. Sotto un'apparenza conservatrice, scorre dirompente una forte carica innovativa, indicata dal trigono tra Giove, sempre in sesta casa in Bilancia con Mercurio (pianeta della comunicazione e delle lettere) nell'anticonvenzionale segno dell'Acquario e nella casa ad esso legata, l'undicesima . D'Annunzio, Pur partendo da basi classiche, fu innovatore sia nello stile che nel lessico e si rivelò molto abile nell'uso di nuovi mezzi di comunicazione come il cinema e la pubblicità. Urano, nel comunicativo segno dei Gemelli, sta ad indicare anche lo scandalo che destarono molte delle sue opere e l'uso sapiente della provocazione nella ricerca del successo.
Non tutti gli astrologi le considerano, ma io sempre do un'occhiata alle "case intercettate", ossia a quei settori dello zodiaco così ampi da contenere un intero segno. Rappresentano i campi più incisivi nella vita, ma pure le difficoltà e i blocchi emotivi che un individuo deve affrontare e vincere per realizzare appieno il suo tema natale. L'astrologia non traccia un percorso obbligato; è piuttosto un disegno del cielo che indica punti di forza e di debolezza. Fortunato non è chi non incontra difficoltà, ma chi sa farne tesoro per evolversi. Nel tema di d'Annunzio notiamo che la sesta e la dodicesima casa occupano totalmente i campi dell'Ariete e della Bilancia.
Sono tradizionalmente ritenute due case occulte, i settori dell'intuizione, del misticismo e della poesia. La sesta casa rimanda però alla costante paura della morte e delle malattie che accompagnò d'Annunzio nell'ultima parte della vita anche se Saturno in esaltazione lo protesse donandogli, nonostante gli eccessi, una buona salute fino alla fine. La morte fu forse la vera amante di d'Annunzio: esorcizzata nello slancio vitalistico, nella ricerca del piacere, nello sprezzo del pericolo, accarezzata come una sorella negli anni del Vittoriale, forse anche cercata se si deve dare credito all'ipotesi di suicidio.
La collocazione delle case intercettate sull'asse Ariete - Bilancia mostra la spinta vitale ottenuta potenziando al massimo il proprio io, quasi bruciando le esperienze, spesso a scapito della sensibilità altrui soprattutto nelle relazioni erotiche.
Concludendo l'analisi del tema natale, si può dire che d'Annunzio sia riuscito a realizzare il suo destino che era quello di andare oltre i limiti: facendo coincidere la vita con l'opera d'arte, riuscì a superare non solo le convenzioni sociali, ma l'ebbe vinta anche sul Tempo e sullo spazio.

Fu senza dubbio un mistico senza per questo castrare il suo potenziale carnale, anzi, proprio facendo di esso un punto di forza.

E Poi.

G.d'Annunzio, Cento e cento e cento e cento pagine del Libro segreto di Gabriele d'Annunzio tentato di morire, Mondadori, 1935
A. Mazza, D'Annuzio Orbo veggente, Ianieri, 2008
G B. Guerri, D'Annunzio l'amante guerriero, Mondadori 2008
A. Andreoli, Il Vivere inimitabile, Mondadori 2000
A. Mazza, A. Bortolotti, Gli amuleti di d'Annunzio, Ianieri 2010
A. M. Gueli Alletti (Sirio), Stelle del Cielo benedite il Signore- studio astrologico su Gabriele d'Annunzio - in A. Mazza, D'Annunzio e l'occulto, Ed. Mediterranee, 1995.
Robert Ambelain, Astrologia araba, ed. Mediterranee, 1994

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