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carta del cielo di Gabriele d'Annunzio. www.astro.com |
Per festeggiare il 150° anniversario della nascita di Gabriele d'Annunzio ho analizzato il suo tema natale, integrando le mie nozioni
di astrologia con studi di astrologi professionisti.
Non intendo l'astrologia
come determinismo, ma la considero sotto l'aspetto simbolico: per me
è poesia del tempo, quindi,
nel leggere un tema cerco innanzitutto di intuirne le
corrispondenze e l'armonia.
Lo stesso d'Annunzio fu
affascinato dalle scienze occulte: nella biblioteca del Vittoriale
conservava parecchi libri sull'esoterismo, che annotava
personalmente; si interessò inoltre alla numerologia, all'astrologia
e (secondo la moda del tempo) prese parte a sedute spiritiche. Per
tutta la vita frequentò, un po' per curiosità, un po' per gioco
cartomanti e sensitivi; famosa fu la sua relazione quasi
quarantennale con la marchesa Luisa Casati Stampa, da lui
ribattezzata Corè (come la regina degli inferi), donna
eccentrica nota per i suoi interessi esoterici. Egli stesso amava
redigere oroscopi firmandosi Gabriele d'Annunzio astrologo del
Carnaro.
Gabriele d'Annunzio è
nato a Pescara il 12 marzo 1863 alle ore 8 a.m., quando il Sole si
trovava a 21 gradi nei Pesci e l' Ascendente a 3 nel Toro; una vita
che ha visto la luce nel mese fecondo che da Marte si noma e
fu senza dubbio informata
dall'impronta vitalistica del dio della guerra, il cui pianeta
corrispondente si trova proprio in prima casa. Il Sole è
ospite in una amplissima dodicesima casa, settore dello zodiaco
legato all'ultimo segno e che, nel nostro caso, accoglie anche
Nettuno pianeta signore dei Pesci.
Il dodicesimo segno
zodiacale racchiude in sé tutte le esperienze della ruota
astrologica; come il serpente che si morde la coda, l' Uroboro
(simbolo caro a d'Annunzio che lo volle sul vessillo di Fiume)
raffigurazione del tempo ciclico, della fine che coincide con
l'inizio, il segno dei Pesci sta alla frontiera tra il reale e il non
manifestato. I nati tra febbraio e marzo spesso presentano una forte
attitudine alla poesia, una spinta al misticismo e talvolta sono
dotati di chiaroveggenza e poteri medianici.
D'Annunzio non fu un
semplice letterato, ma un Vate, che ebbe un rapporto privilegiato con
le muse. Si può tranquillamente affermare la sua opera ebbe
quell'ispirazione sacra di chi sa vedere oltre il mondo reale; dopo
la perdita in un incidente aereo dell'occhio destro, acuì la
percezione di quello spirituale e divenne l'Orbo Veggente.
La sua ben nota capacità
seduttiva lo portò, benché di aspetto mediocre, ad esercitare un
fascino non indifferente, creando mode e influenzando il pensiero.
Lui stesso poi vantava poteri sciamanici e di guaritore tanto che la
scrittrice Sibilla Aleramo, che lo conobbe personalmente, lo definì
il mago bianco.
Il pianeta governatore
del cielo dannunziano è senza dubbio Plutone, che praticamente
isolato, domina la prima casa nel segno del Toro formando un aspetto
forte con il solo Nodo Lunare nord. Il sesso è quindi fondamentale
per comprendere la vita e l'opera di d'Annunzio: il segno del Toro,
il primo della triade di terra, è forse quello più legato al mondo
fisico, ma un Plutone in prima casa rifiuta una sessualità fine a se
stessa, facendone piuttosto uno strumento di conoscenza.
D'Annunzio sempre vide
nel piacere sessuale una forma di compartecipazione al divino,
secondo le filosofie orientali che pure aveva studiato. Nel Libro
Segreto scrisse : Il piacere fa infinita la mia carne. Trovo negli
eccessi del piacere la mia più vasta spiritualità. La sessualità espressa da Plutone è quindi diversa da quella incarnata da Marte, fisica e materiale. Ma nel nostro caso Marte è nel segno cerebrale dei Gemelli a conferma che per d'Annunzio il sesso e la seduzione furono soprattutto un gioco mentale che non poteva prescindere dall'uso della parola. A
Plutone, signore di tutto ciò che è nascosto, magmatico, in
fermento quindi anche della ricchezza, del fascino del potere
politico e della conoscenza occulta, è tradizionalmente associata
l'ottava casa, che, importante nel tema del Vate, cade nel
Sagittario, il segno di Chirone, il centauro medico maestro
dell'eroe Achille, che, rifiutava i modi tracotanti dei suoi simili
preferendo dedicarsi alle arti e allo studio. Ma il centauro è pur
sempre una creatura ibrida, metà uomo e metà cavallo, la cui
intelligenza e capacità di analisi affonda le radici nella
carnalità.
L'ottava
casa ospita la Luna in trigono con Venere in Ariete. I pianeti
femminili in segni di fuoco mostrano l'importanza della componente
muliebre ebbe sulla creatività di d'Annunzio; la madre in primis e
le molte amanti, soprattutto Eleonora Duse, l'attrice con cui strinse
un sodalizio artistico. L'aspetto di quadratura della Luna con il Sole, ma
soprattutto l'opposizione di Marte, indica però che i rapporti con
le donne non furono facili: le sue amanti, dopo di lui ebbero un
destino malinconico. La relazione con la Duse fu burrascosa, quasi
che Gabriele non riuscisse ad accettare di doverle una buona parte
del suo successo. L'inquieto ricordo di Eleonora lo accompagnò fino
alla fine: nell'Officina del Vittoriale, la stanza dove d'Annunzio
si ritirava a scrivere, campeggia ancora oggi un busto della Divina
che il poeta usava coprire con un drappo, non potendone sostenere lo
sguardo.
La
mutevole Luna in ottava casa, tradizionalmente legata alla ricchezza,
domiciliata nel generoso segno del Sagittario, fa luce sulla
disinvoltura di Gabriele con il denaro e i beni materiali ma ben si
accorda con la sua grande magnanimità che lo portò ad affermare :
"io ho quel che ho
donato".
L'opposizione netta di Urano dalla seconda casa (la capacità di
amministrare il denaro) in Gemelli, segna i frequenti tracolli
economici di d'Annunzio che dovette persino lasciare l'Italia
inseguito dai creditori. I suoi disastri finanziari non furono però
mai definitivi: riuscì sempre a salvarsi in extremis, protetto
dall'ampio trigono di Urano, sempre in seconda casa, con Mercurio e
Saturno.
Nell'ottava
casa troneggia, quasi congiunto alla Luna, il Nodo Lunare nord. In
astrologia i Nodi Lunari rappresentano il destino di un individuo:
quello sud incarna, il bagaglio proveniente dall'infanzia, dalla
famiglia e, secondo alcuni astrologi, dalle esperienze delle vite
passate, che inevitabilmente lo condiziona sotto forma di veri
grovigli da sciogliere per realizzare il proprio destino, indicato
dal nodo Lunare Nord.
Un
nodo Nord in Sagittario tratteggia un destino da leader spirituale,
da comunicatore di idee innovative; prefigura una vita al di sopra
delle masse e delle convenzioni borghesi, un vivere inimitabile.
Ma per realizzare appieno questo fato, la persona deve dominare ciò
che è materiale, per non cadere preda dei suoi stessi sensi
esaltati. Non sempre il Vate ci riuscì: la sua assuefazione al
lusso e allo sperpero divennero proverbiali e, nell'ultima parte
della vita, ossessioni e melanconia lo
portarono a diventare dipendente dalle droghe.
L'ottava
casa rappresenta anche il potere politico, quello viscerale, profondo
che sa muovere le folle simboleggiate dalla mutevole Luna.
L'attività politica di d'Annunzio fu improntata al bel gesto rapido,
fulmineo,alla sfida al potere istituzionalizzato e logoro. Ardisco
non ordisco fu uno dei suoi motti e in quest'ottica si può
leggere anche l'Impresa di Fiume.

La poetica di d'Annunzio,
fastosa e carnale, non fu mai frutto di improvvisazione: Saturno
esaltato in sesta casa (il lavoro quotidiano) nella raffinata
Bilancia, frena con la sua opposizione gli slanci del focoso Nettuno
dall'Ariete, quindi la prosa e la poesia, benché sfarzose, opulente,
difficilmente scadono nel "troppo" o nel cattivo gusto.
Sotto un'apparenza conservatrice, scorre dirompente una forte carica
innovativa, indicata dal trigono tra Giove, sempre in sesta casa in
Bilancia con Mercurio (pianeta della comunicazione e delle lettere)
nell'anticonvenzionale segno dell'Acquario e nella casa ad esso
legata, l'undicesima . D'Annunzio, Pur partendo da basi classiche, fu
innovatore sia nello stile che nel lessico e si rivelò molto abile
nell'uso di nuovi mezzi di comunicazione come il cinema e la
pubblicità. Urano, nel comunicativo segno dei Gemelli, sta ad
indicare anche lo scandalo che destarono molte delle sue opere e
l'uso sapiente della provocazione nella ricerca del successo.
Non tutti gli astrologi
le considerano, ma io sempre do un'occhiata alle "case
intercettate", ossia a quei settori dello zodiaco così ampi da
contenere un intero segno. Rappresentano i campi più incisivi nella
vita, ma pure le difficoltà e i blocchi emotivi che un individuo
deve affrontare e vincere per realizzare appieno il suo tema natale.
L'astrologia non traccia un percorso obbligato; è piuttosto un
disegno del cielo che indica punti di forza e di debolezza.
Fortunato non è chi non incontra difficoltà, ma chi sa farne tesoro
per evolversi. Nel tema di d'Annunzio notiamo che la sesta e la
dodicesima casa occupano totalmente i campi dell'Ariete e della
Bilancia.
Sono tradizionalmente
ritenute due case occulte, i settori
dell'intuizione, del misticismo e della poesia. La sesta casa
rimanda però alla costante paura della morte e delle malattie che
accompagnò d'Annunzio nell'ultima parte della vita anche se Saturno
in esaltazione lo protesse donandogli, nonostante gli eccessi, una
buona salute fino alla fine. La morte fu forse la vera amante di
d'Annunzio: esorcizzata nello slancio vitalistico, nella ricerca del
piacere, nello sprezzo del pericolo, accarezzata come una sorella
negli anni del Vittoriale, forse anche cercata se si deve dare
credito all'ipotesi di suicidio.
La collocazione delle
case intercettate sull'asse Ariete - Bilancia mostra la spinta vitale
ottenuta potenziando al massimo il proprio io, quasi bruciando le
esperienze, spesso a scapito della sensibilità altrui soprattutto
nelle relazioni erotiche.
Concludendo l'analisi del
tema natale, si può dire che d'Annunzio sia riuscito a realizzare il
suo destino che era quello di andare oltre i limiti: facendo
coincidere la vita con l'opera d'arte, riuscì a superare non solo le
convenzioni sociali, ma l'ebbe vinta anche sul Tempo e sullo spazio.
Fu senza dubbio un
mistico senza per questo castrare il suo potenziale carnale, anzi,
proprio facendo di esso un punto di forza.
E Poi.
G.d'Annunzio, Cento
e cento e cento e cento pagine del Libro segreto di Gabriele
d'Annunzio tentato di morire, Mondadori, 1935
A.
Mazza, D'Annuzio Orbo veggente, Ianieri, 2008
G
B. Guerri, D'Annunzio l'amante guerriero, Mondadori 2008
A.
Andreoli, Il Vivere inimitabile, Mondadori 2000
A.
Mazza, A. Bortolotti, Gli amuleti di d'Annunzio, Ianieri 2010
A.
M. Gueli Alletti (Sirio), Stelle del Cielo benedite il Signore-
studio astrologico su Gabriele d'Annunzio - in A. Mazza, D'Annunzio e
l'occulto, Ed. Mediterranee, 1995.
Robert
Ambelain, Astrologia araba, ed. Mediterranee, 1994